Abu Simbel visto dal Lago Nasser, con la collina artificiale che ospita i due templi

Abu Simbel, il tempio che è stato spostato

Di Abu Simbel si ricordano i quattro colossi. La cosa davvero straordinaria, però, è che il tempio non si trova dove è stato costruito: negli anni Sessanta è stato tagliato in blocchi e rimontato più in alto per salvarlo dalle acque. Anche la collina che lo ospita è artificiale. Ecco che cosa state guardando davvero.

Un monumento che ha cambiato posto

Guardando Abu Simbel dal lago sembra tutto naturale: una collina di roccia con quattro colossi scavati nella parete. In realtà quasi nulla di quello che vedete si trova dove era in origine. Negli anni Sessanta la costruzione della diga stava per sommergere i templi, e si decise di spostarli.

Furono tagliati in blocchi, numerati uno per uno, smontati e rimontati più in alto e più lontano dall’acqua. La campagna fu internazionale e coordinata dall’UNESCO: uno dei primi casi in cui il patrimonio di un Paese venne trattato come un problema di tutti. La stessa operazione salvò anche Philae, che oggi si visita su un’isola diversa da quella originale. Abu Simbel non fu l’unico: lo stesso lago avrebbe sommerso una dozzina di altri templi, e il più grande di quelli salvati, Kalabsha, oggi si visita in barca e quasi sempre da soli.

La collina è finta, e questo è il bello

Il rilievo che si vede dietro le facciate non è roccia naturale: è una cupola artificiale, costruita apposta per ospitare i templi ricostruiti e restituire l’impressione della montagna originale. Dall’esterno non si direbbe, ed è esattamente il risultato che si voleva ottenere.

È utile saperlo prima di arrivare, perché cambia quello che si guarda. Non state vedendo solo un tempio del Nuovo Regno: state vedendo anche un’operazione di ingegneria del Novecento che ha funzionato.

Il sole che entra fino in fondo

Il Grande Tempio è orientato in modo che due volte l’anno, in febbraio e in ottobre, la luce del sole attraversi tutto il corridoio e raggiunga le statue del santuario. Non è una coincidenza: è progettazione.

Dopo lo spostamento le date si sono spostate di circa un giorno rispetto all’originale. La ricostruzione fu accuratissima, ma riprodurre un allineamento astronomico spostando una montagna è un’altra cosa. Anche questo dettaglio racconta quanto fosse ambizioso il progetto.

Come arrivarci, e con che cosa abbinarlo

Da Assuan sono circa tre ore di strada per tratta, e la partenza è prima dell’alba: i dettagli pratici sono in come arrivare ad Abu Simbel da Assuan, e il quadro completo del sito in Abu Simbel.

Si abbina naturalmente alle visite di Assuan – il tempio di Philae, l’obelisco incompiuto – e a una crociera sul Nilo verso Luxor. Vedi anche l’escursione ai templi di Abu Simbel o chiedeteci un viaggio su misura.

Domande frequenti sullo spostamento di Abu Simbel

È vero che Abu Simbel è stato spostato?

Sì, ed è la cosa più straordinaria del sito. Negli anni Sessanta la diga di Assuan stava per sommergere i templi: furono tagliati in blocchi, numerati, smontati e rimontati più in alto e più indietro rispetto alla riva, con una campagna internazionale coordinata dall’UNESCO.

Quindi la collina dietro i templi non è naturale?

Esatto. È una cupola artificiale costruita per accogliere i templi ricostruiti e restituire l’aspetto di una montagna. Vista dal lago sembra una collina qualunque, ed è invece una delle opere di ingegneria più ambiziose mai realizzate per salvare un monumento.

Che cos’è il fenomeno solare?

Il tempio è orientato in modo che, due volte l’anno, il sole penetri fino in fondo e illumini le statue del santuario. Succede in febbraio e in ottobre. Dopo lo spostamento le date si sono spostate di circa un giorno rispetto all’originale: la ricostruzione è stata precisa ma non perfetta al millimetro.

Quanto tempo serve per visitarlo?

Due ore permettono di vedere bene sia il Grande Tempio di Ramses II sia il tempio dedicato a Nefertari. Il tempo di viaggio è la parte lunga: da Assuan sono circa tre ore per tratta.

Vale la pena arrivarci nonostante la distanza?

Sì. È il monumento che impressiona di più dopo le piramidi, e la storia del salvataggio aggiunge un livello che nessun altro sito egizio ha. Chi ci arriva raramente se ne pente.

Vi organizziamo la giornata ad Abu Simbel con guida egittologa di lingua italiana: raccontateci le vostre date.

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